Perturbazione, Wes Anderson, società: (Dis)amore musicalcinematografico

I Perturbazione tornano con un disco cinematografico. Scuotono i nostri cuori al ritmo di un (Dis)amore, cadenzati dalla voce di Tommi sulle nostre frequenze.

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(Dis)amore è l’ultimo documento musicalcinematografico dei Perturbazione

perturbazioneMusicalcinematografico. E’ soddisfacente – quanto azzardato – permettermi queste licenze poetiche quando si tratta di scrivere sul mio sito; se mi capita, poi, di riferirmi ai Perturbazione, che infiammano le frequenze di Radio La Ruota, allora si anima dentro di me un certo orgoglio infervorato. Che mi fa sentire la soddisfazione e apprezzare l’azzardo, appunto.

E’ semplicemente incredibile realizzare fin dove siamo arrivati, trovandoci di fronte al soffio disincantato sulle candeline dei nostri primi tre mesi di vita. 90 giorni esatti, ad oggi, in cui abbiamo scelto di prendere in cura l’emergenza di dar voce alla musica indipendente, attraverso la stessa voce dei suoi interpreti. E credetemi se vi dico che intervistare Tommi è stato uno dei momenti più alti dell’esistenza – breve ma intensa – di questa webzine/radio/rifugio sicuro per sogni musicali. E sì, musicalcinematografico è l’aggettivo perfetto per definire (Dis)amore; l’ultimo – ed ottavo – progetto artistico di una band che non ha bisogno di presentazioni.
Quanto invece all’album, quello sì che meritava una sana indagine delle nostre. Ecco perchè.

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Musica e cinema si mescolano nel nome di Wes Anderson

perturbazione“(Dis)amore va concepito come se fosse un film.” Con una colonna sonora, costituita dalle 23 tracce disponibili, affascinante da ascoltare e pennellata ad hoc a favore dell’immaginario di coloro che ascoltano. Questo, in breve, il riassunto delle parole di Tommi. E via, con i riferimenti a Wes Anderson ed il mondo cinenematografico, in quella che è stata una chiacchierata da salottino intellettuale – ma colorata e pungente in alcuni punti salienti, relativi alla storiografia dei Perturbazione post-Sanremo, alla situazione sociale contemporanea e a considerazioni libere sullo strano mondo della musica indipendente e, più in generale, sull’ambigua definizione di indipendenza.

Insomma, l’episodio che vi stiamo proponendo suggella la cosiddetta “asticella che si alza“, alla quale una nobile mission come la nostra aveva velleità e ambizione di raggiungere. Ciò che ascolterete è frutto dell’entusiasmo, come scrissi nella biografia soltanto tre mesi fa.

Tre mesi.
Il coronavirus, il lockdown globale, Trump e l’America, gli eventi annullati, la sanità – e quella mentale, Salvini che confonde l’Etna col Vesuvio, il crollo dei valori umani, la musica indipendente, i balconi, le dirette, il 5g.
C’è almeno una strada che si fa sovrappensiero.
Ed è quella dei Perturbazione su Radio La Ruota.

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Luigi Crispino

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