Il meglio delle uscite del venerdì apparecchiate in chiave gourmet

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Il venerdì per il vostro palato

Siamo tornati, interi anche se un pò acciaccati da questa primavera glaciale che ha freddato a colpi di scure le speranze di rinascita di tutti, impegnati a dedicar tempo – come fiori morenti – alle stille dimenticate di una vita lasciata per troppo tempo ad essicare sotto l’usura della frenesia, dell’isterismo collettivo, dell’angoscia da metropoli: maggio ha ridato respiro al polmone collassato della nostra libertà, restituendoci le strade e le piazze – seppur in maniera tutelata – in cambio di una garanzia di responsabilità e consapevolezza.

Ora, della bontà di tale fiducia raccoglieremo tra qualche settimana i risultati tangibili; di certo, insieme ai nostri corpi rattrapiti – almeno quanto speriamo non lo siano più le nostre coscienze, per troppo tempo sporche di alibi e di pretesti per assicurarci più libertà del prossimo – sembra essersi risvegliato anche il mercato discografico, che dopo settimane di digiuno (silenzi che derivano da scelte artistiche o economiche?) ha ripreso a nutrirsi e a nutrirci di belle speranze che noi, affamati dalla carestia di contenuti e bellezza che da anni ammala la scena, non possiamo far altro che accogliere sbranandole.

Come ho fatto io, che ho deciso di seguito di prepararvi il menù giusto attraverso il quale affrontare la giornata e la settimana, in attesa di un weekend prossimo che si spera possa essere altamente denso di fibra emotiva come quest’ultimo.

ENTREE : ZIR0
“Winston” di Zir0 è il miglior modo per cominciare una degustazione di livello: piatto fresco e originale, capace di ripulire le papille gustative da precedenti pasti indigesti e preparare lo stomaco ad un’esperienza sensoriale di contenuto; gli echi mainstream del brano non fanno perdere efficacia ed identità ad una produzione di gusto e ad un testo interessante.
ANTIPASTO: BONETTI/ALESSANDRO RAGAZZO/WEET
bonettiTre portate di effetto e di sostanza, ad offrire all’ascoltatore il giusto modo per declinare la propria fame di bellezza attraverso tre diverse vie del senso: Bonetti tira fuori un singolo – dal titolo “Siamo Vivi” – che avvia le danze con brio e giusto groove, da salumi e formaggi per la sua diretta e sincera ricerca di contenuto e forma, senza perder di vista la tradizione; Alessandro Ragazzo propone, da bravo veneto marittimo, la variante delicata ed elegante dell’antipasto di mare, con un EP ricco di sfumature e aromi diversi, “Ricordi”; Weet sintetizza il tutto in “Nato Vecchio”, piatto misto di rabbia e amore, ennesima conferma dell’ottimo gusto del cantautore, oltrechè della bontà della mia linea degustativa.
PRIMO PIATTO: CRISTIANO GODANO
venerdìIl leader dei Marlene Kuntz torna solista con un nuovo singolo che diventa piatto forte del menù. “Ti Voglio Dire” sa di schiettezza, vino fatto in caso e grande preparazione; dietro la realizzazione del piatto, vi è sempre la ricerca della semplicità come indice della bontà del tutto (non sono forse i grandi chef, che fanno sembrare semplici le alchimie più complesse?), ed è per questo che realizzare un piatto semplice diventa l’obbiettivo dei migliori pionieri della cucina. Ecco, Godano apparecchia un brano efficace che non ha bisogno di grandi artifici per stare in piedi, ma solo della bontà di un cuore sincero, ben steso sulle corde di una chitarra pura, e d’origine protetta.
SECONDO PIATTO: GIORGIENESS
giorginessSe è vero, da una parte, che sembra essere finita l’era delle belle voci tecniche (da Giorgia a Laura Pausini, riferimenti vocali e stilistici del pop italiano per anni) per lasciare spazio ad una nuova ricerca di contenuti propugnata da una rappresentanza tutta al femminile – che trova i suoi degni alfieri nei testi e nelle melodie di nomi come Maria Antonietta, Levante, Margherita Vicario, La Rappresentate di Lista e Francesca Michelin -, è tuttavia innegabile che l’alchimia equilibrata data al messaggio e alla poesia da un coerente e consapevole utilizzo del mezzo vocale continui ad essere la base intramontabile delle migliori proposte musicali, capaci di sopravvivere alle ingiurie degli anni e alle carambole della moda. Piatto capace di mixare freschezza e tradizione, ottima chiusura delle portati forti del venerdì.
DOLCE: YOUNG SIGNORINO
young signorinoDolce quanto la conferma che questo ragazzo fragile, reso vittima di un mercato che fa del corpo e dell’anima carneficina dell’immagine e dell’apparenza, si stia riprendendo a colpi di singoli che risultano sorprendenti per chi ama la cucina creativa, e deludenti per chi invece aveva già eletto Young Signorino a menestrello di corte. “Vento di Maggio” soffia sulle playlist italiane e dolcemente rincuora il mio palato, che di fronte alla tenerezza e alla dolcezza della fragilità non può che cedere alle lusinghe dello strappo. Concedetevelo, a fine pasto, prima di tornare ad un digiuno che, stavolta, speriamo possa essere più breve del precedente.

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