Julielle: (A)cross, Edith Piaf, i Beatles e “Artisti salentini contro il covid19”

Julielle viene da Lecce, ha cominciato a suonare quando aveva 10 anni e da allora non ha più smesso.

La sua musica è il frutto di un percorso che si divide tra musica elettronica (in particolare quella di gente come Flume, Bonobo e Son Lux), la passione per Edith Piaf e i Beatles.

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julielleAlcuni mesi dopo l’uscita del primo singolo “Toys” con la produzione artistica di GodBlessComputers e master a cura di Andrea Suriani e la partecipazione al Reeperbahn Festival di AmburgoMedimex di Taranto (in apertura a Editors e Cigarettes after Sex) e Linecheck festival di Milano, ecco il suo primo EP (A)Cross.

Il titolo racchiude quello che è il significato della musica per la giovane cantante pugliese, qualcosa che “attraversa” mente e corpo, senza inizio né fine. Ma non solo, perchè si può anche leggere come a-cross, ovvero una croce, che rappresenta la sacralità della musica, in senso laico.

Abbiamo scambiato due chiacchiere con lei anche riguardo ad una bellissima iniziativa legata al suo territorio, ed ecco cosa ci ha raccontato…

 

  • Ciao Julielle, piacere di conoscerti. Sei originaria di Lecce ma la tua musica a tutti gli effetti ha un respiro internazionale..
    Ciao piacere mio! Si, certo, credo che in primo piano sia dovuto al mio senso di non appartenenza a questo posto, sin da quando ero piccola e questo mi ha portato a vivere un po’ nella mia testa e un po’ di immaginazione. Ne deriva sicuramente che i miei ascolti siano per lo più esteri e che la mia musica abbia un sound, spero, internazionale. Amo la musica italiana come Mina, Tenco, Battisti, Ciampi.. per il resto, il presente, non mi entusiasma moltissimo, eccetto qualche artista indipendente.

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  • Across è il titolo del tuo nuovo album, il significato è duplice, perché hai deciso di chiamarlo così?
    Questa è una domanda che mi pongono più spesso.. è nato tutto per caso: ero in un pub, guardavo il soffitto e notai che alcune lucine si riflettevano su un soppalco creando precisamente un’ombra a forma di croce, dopo qualche secondo è partita “Across the universe” dei Beatles cantata da Bowie. Lì ho pensato “se un giorno dovessi far uscire un album, il suo nome sarà across”.
    Il significato è legato anche alla filosofia di Lacan (personaggio a cui sono molto legata) per cui ogni emozione ci attraversa e non ci appartiene mai del tutto. La mia musica non mi appartiene, non è mia. E’ vostra.

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  • Quali sono gli artisti che hanno influenzato il tuo percorso musicale?

Sicuramente Beatles, Radiohead e Jeff Buckley sono stati i miei primi ascolti (avevo circa 5 anni), grazie ai miei fratelli maggiori. In realtà ho ascoltato e continuo ad ascoltare davvero di tutto, non credo ci siano artisti più o meno influenti, nello scrivere non ho mai pensato “questo brano vorrei uscisse come un brano di.. o nello stile di..”. Potrei passare dall’ascoltare Edith Piaf e due minuti dopo Yung Lean o Joy Division o Franco126. questo mi fa sorridere, ma la musica è come il cibo ed io mangio tutto. anche solo per curiosità.

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  • Parliamo della produzione di GodBlessComputers: come è nato il vostro incontro umano e professionale?

In realtà molto per caso, anni fa.. credo fosse il 2018, commentò un video che caricai su ig e poi mi scrisse che avevo un timbro particolare e che gli sarebbe piaciuto collaborare con me un giorno. Nutro una stima profonda per Lorenzo, sia musicalmente che umanamente. Ne sono molto felice e… piccola sorpresina, ovviamente sarà presente nel mio prossimo singolo.

 

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  • Nel brano “Aliens and Flowers” è doveroso segnalare la produzione degli Inude, in questo caso invece come è andata?

Bah, si può dire che gli Inude sono praticamente l’unica band del posto che amo, in questo caso è stato il mio manager a contattarli e sono sempre molto felice di collaborare con loro.

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  • Hai mai pensato che cantare in inglese fosse limitante o ne hai fatto invece il tuo punto di forza?

Questa credo sia una domanda particolare. Intanto, credo che una lingua non sia mai limitante, né la scelta dell’italiano né quella dell’inglese.. Da piccola mi emozionavano le canzoni in inglese anche se non comprendevo a pieno il testo. Poi, diciamoci la verità, l’espressione artistica è un linguaggio, ma non ha una lingua. Per il resto, poche volte mi è capitato che una persona comprendesse subito i miei testi, ma in moltissimi mi hanno sempre chiesto di mandarli per poterli leggere e, dato che, per me, i testi sono essenziali e importanti quanto la musicalità di un brano, è sempre un grande piacere.

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  • Di recente hai donato un tuo brano alla compilation Artisti Salentini Uniti contro il Covid-19 di Abbracciala, Abbracciali, Abbaracciati, un’iniziativa ideata da Paolo Del Vitto, tuo manager e produttore… Come hai accolto questa proposta?

E’ sempre bello poter fare qualcosa di bello per qualcuno, due volte l’anno dimezzo il mio armadio e do via i vestiti in beneficenza. Credo che sia semplicemente giusto aiutare, che sia un abito o viveri. Mi riempie il cuore.

Artisti Salentini contro il Covid-19: un aiuto musicale alla comunità leccese

Abbracciala Abbracciali Abbracciati by Abbracciala Abbracciali Abbracciati – Artisti salentini uniti contro il Covid-19

  • 26 Artisti hanno messo a disposizione la loro musica per correre in aiuto alla fascia più debole del territorio leccese. Che ruolo credi abbia l’arte in questo periodo?

covid-19Oddio.. potrei parlarne per ore. Questo è uno dei tanti motivi per cui sono arrabbiata con l’Italia. L’arte in Italia ha sempre avuto un ruolo superficiale, da autrice e compositrice (sottolineo alle prime armi) non credo di sentirmi presa in considerazione seriamente. E’ un Paese in cui quando vai in posta e alla domanda “occupazione?” rispondi “musicista” ti rispondono “no, nel senso, il tuo vero lavoro”. In questo periodo, forse, ci siamo resi conto di quanta bellezza può avere questo Paese dal punto di vista artistico e culturale, ma il problema è proprio qui.. apprezzare il valore quando ci viene tolto qualcosa. Questo è uno dei motivi per cui non ho mai cantato dal mio balcone in quarantena. Spero che questo periodo serva a farci capire il valore dell’arte.. che ci faccia divertire o meno (frecciatina).

 

  • Salutiamoci con un messaggio di speranza e positività in questo periodo…

Oddio non sono la persona giusta in questo momento. Direi che spero che siamo diventati tutti più umani, ma ho i miei dubbi.
quindi.. amen.

 

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Giulia Perna, “Machimelhachiesto” su www.radiolaruota.it

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