Sabia significa immergersi in mare e stropicciarsi gli occhi d’oceano

“Occhi d’oceano”, appunto, è il brano di Angelo Sabia disponibile dal 17 aprile. La fucina di talenti de La Clinica Dischi colpisce e va di nuovo a segno.

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Sabia.portamivia non poteva essere un nickname casuale

sabiaNon si tratta per nulla di una coincidenza: Angelo Sabia, in arte Sabia, ha scelto @sabia.portamivia come nickname su Instagram con una certa cognizione di causa. All’inizio mi sembrava un simpatico giochino di parole, ma fine a se stesso. Mai errore di valutazione fu così grave. Poichè ascoltandolo, poi, ho capito il perchè di quell’alter ego: Sabia ha questa naturale qualità di farti viaggiare attraverso la musica, e portarti via, appunto. Destinazione: l’oceano. Così immenso, impetuoso e affascinante; e, soprattutto, mai stato così vicino, a portata di click.

Non posso fermare questa malinconia che mi trascina verso il mare. La mia brevissima esperienza di vita, come ascolterete nel corso della nostra intervista, mi ha portato a saggiarne tanto, di mare. Credo di essere stato anche un po’ prolisso su quest’argomento, ma tant’è, la radio è mia. E, in ogni caso, mi ha permesso di constatare proprio quest’affinità con Angelo: l’amore incondizionato per i flutti e le onde.

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Immergersi nell’oceano attraverso gli occhi di Sabia

sabiaIl mare è ovunque, in ogni sua intenzione. E’ presente persino nell’approccio a Cattivi pensieri, altro brano precedente all’ultimo lavoro musicale. E quanto ci manca? Dio, se ci manca…
Eppure, per 2 minuti e 42 secondi, avrete la fortuna, seppur breve ed immaginifica, di assaporarlo. Occhi d’oceano e labbra di sale, e un ritmo alla Battiato che vi trasporterà seguendo la marea, docile, prima di infrangersi su scogli-sintetizzatori.

E’ stato un vero piacere approfondire un tale artista. Ancor di più, ascoltare i suoi brani in acustico, gentilmente concessi alle nostre radiofrequenze. Insomma, la sensazione è che La Clinica Dischi, questa sconosciuta e per nulla adorata, abbia centrato ancora una volta l’obiettivo; la ricerca continua e l’accurata selezione musicale hanno reso possibile questa ennesima perla, indice dell’immenso lavoro che si cela dietro quello che perviene a noi, ascoltatori, come prodotto finito. Ove mai non fossero state sufficienti finora le testimonianze di svegliaginevraAltrove APICE, ecco.

Stavolta, il gioco di parole è mio: Sabia sa di sabbia. Di quella fresca, che lasci scorrere piacevolmente tra le mani, quando il giorno volge all’imbrunire e la brezza salmastra smuove dolcemente il cuore e i capelli… e magicamente riecheggia il suono di un synth.

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Luigi Crispino

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