Dope One: una pietra miliare dell’hip hop partenopeo e la sua storia

Dope One. Un nome che non ha bisogno di ulteriori spiegazioni. Oggi raccontiamo un altro pezzo pregiato della scena hip hop partenopea, dedicandogli il giusto spazio attraverso quest’intervista molto esplicativa che racconta Ivan Rovati De Vita, in arte Dope One appunto, a 360°.

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– Come sta vivendo Dope One questo periodo? Ne stai approfittando, magari, per produrre qualcosa di nuovo?

dope oneInnanzitutto vi ringrazio per avermi concesso questo bellissimo spazio dove poter parlare della mia musica. In questo periodo ho avuto tantissimo tempo per consolidare ancora di più la mia voglia di fare rap. Da un giorno all’altro mi sono ritrovato senza poter lavorare,senza poter andare in studio, senza poter abbracciare i miei amici,senza poter ammirare la mia splendida Napoli. La mia voglia di darmi da fare è aumentata esponenzialmente in relazione allo stato di ansia/confusione totale. Ho scritto due sessioni di rap, rispettivamente di 62 e 72 barre, presenti su tutti i social. Ho definito il mio mixtape “The Dope Mixtape Vol.1” in collaborazione esclusivamente con artisti made in Usa e Uk. Ho rilasciato almeno una ventina di interviste per giornali e siti web,e ne usciranno ancora. Ho scritto due progetti assieme a due pietre miliari dell’hip hop Italiano – parlo di Esa e Maury B. Ho partecipato a “VIENE E VA 2020” di Dj Gruff. Questa è solo una parte delle splendide cose che vi aspettano. Insomma non mi posso davvero lamentare. Sto aspettando di ritornare in studio dove posso finalmente esprimere la mia creatività, dove esce il vero Dope One.

– Facciamo un passo indietro, e ricapitoliamo il percorso artistico di Dope One: nasce a San Giorgio a Cremano, si affaccia al mondo hip hop da giovanissimo (13 anni), nel ’97 la sua prima esibizione sul palco storico dell’Officina 99, e il resto è storia. Vuoi raccontarci qualcosa che magari potrebbe essere sfuggita ai tuoi fan?

dope oneBeh, se dovessi dirti tutte le cose che ho fatto forse non basterebbe una vita. Sono devoto alla musica perché mi ha regalato i momenti più belli della mia vita. Penso che i miei supporters conoscano tutto di me, perché sono una persona molto esplicita e chiara. Tra me e il pubblico non esistono muri, anche perché con un semplice freestyle riesco a dirti ogni cosa della mia vita. Mi piace molto raccontarmi, marcare la parte reale e veritiera della mia vita, che rappresenta la colonna vertebrale del mio rap. Tra le cose di cui vado fiero c’è la mia partecipazione all’Hip Hop Kemp, i miei dischi (Equalizer/Freestyle Concept-Stile Libero/Underground Science Naples/Monthly Medicine #1/Armageddon Mixtape/Dopera/Iceolator), le collaborazioni con Ghemon, Ensi, Kiave, Egreen, Reks, Lord Madness, Esa, Inoki, Ntò, Rocco Hunt, solo per citarne alcuni. Sono fiero di far parte dei TERRONI UNITI e di DEAD POETS.

– Da dove nasce l’idea dell’album ICEOLATOR e cosa non sappiamo ancora riguardo questo tuo lavoro?

iceolatorSi chiama ICEOLATOR come  Ice-O-Lator ed è un metodo semplice e puro di estrazione, con acqua e ghiaccio. L’uso della doppia o tripla sacca garantisce un prodotto finale veramente puro e le particelle di polvere e gli scarti della pianta rimarranno nell’acqua. Un processo delicato e meticoloso, proprio come la creazione del nostro disco.
Questo disco è nato dall’esigenza di esaltare la bellezza della nostra cultura. Le persone ci hanno chiesto di rappresentarle con i nostro sound e noi lo abbiamo fatto.
4 anni di lavoro in totale connessione con tutti i nostri fans e supporters.
Un disco consolidato anche dopo una serie di live a Milano, Torino, Pistoia, Bari, Roma, Potenza, Terracina, Caserta.
Le collaborazioni sono frutto della stima e rispetto reciproco che c’è nell’hip hop italiano, possiamo solo essere fieri di aver condiviso beatz con dei veri mostri sacri.
4 anni di giornate intere passate a fare musica. Beat, carta, penna, strofa, registrazione, montaggio, mic, master e si riparte. Notti passate a progettare il futuro e a cercare di concretizzare progetti.

– Hai collaborato con artisti del calibro di Oyoshe, 99 Posse, Clementino, Dj Uncino, Jovine e Speaker Cenzou; quali collaborazioni dobbiamo aspettarci dal nuovo mixtape?

dope oneNel mio mixtape ci sono solo artisti made in USA e UK. Birmingham, Atlanta, Connecticut, Los Angeles, Brooklyn, e tanti altri sapori nel mio mixtape. Come sempre è la stima e il rispetto che fa conoscere gli artisti, e nel mio caso anche, a detta loro, il possesso di uno slang quasi simile a quello americano.
Naples is like New York, everywhere is the bronx.

– In merito a quale altra occasione verrai a trovarci di nuovo sulle nostre frequenze di Radio La Ruota?

dope oneSarò felicissimo di poter venire a trovarmi dal vivo,ve lo dico… Sono un amante del freestyle, quindi riscaldate i microfoni che avrò tanto da dire e da dare. Sarà stupendo poter tirare un sospiro di sollievo, perchè, si sa, possiamo contare solo su di noi, amanti dell’arte che rispettano e celebrano la vita.
A presto ragazzi, seguitemi sulle pagine Instagram e Facebook per tenervi aggiornati sulle mie prossime uscite.

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Dope One. SALUTE!

 

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Luigi Crispino

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