Altrove e tutte le immagini evocate da una 500 bianca

Marco Barbieri, in arte “Altrove”, è un ragazzo semplice con cose semplici da raccontare. Ma dotato di un dono eccelso nella produzione e nella scrittura musicale. Tale da riuscire a far accendere i motori di una 500 bianca e a farla partire, in una corsa della mente contro lo spazio e il tempo.

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I nostri luoghi sono Altrove

altroveNon qui, chiusi in casa, in piena quarantena. Eppure, un brano saltato fuori dall’ultimo marasma di edizioni del venerdì – il solito “sabato del villaggio” della musica indipendente – sarà in grado di catapultarvi al volante di una 500 bianca, contro ogni logica e senza nessun decreto restrittivo che tenga. Sto parlando dell’ultimo lavoro di Altrove, un progetto che – non a caso – trae ispirazione dall’omonimo e prelibato vino delle Cinque Terre, o anche semplicemente Marco Barbieri: giovanissimo quanto promettente cantautore spezzino, che infiamma gli streams di Spotify in questi ultimi giorni – nefasti. E della sua qualità di portarti in giro fra luoghi immaginifici ricordi nostalgici, a dispetto di ogni proibizione.

Una volta, in una di quelle chiacchiere apparentemente leggere ma pregne di verità, mi è capitato d’imbattermi in questa affermazione: “per un cantautore è un compito molto ricercato quello di scrivere in maniera semplice ma di qualità“. E la strana logica dei casi e delle circostanze, poi, mi ha messo di fronte ad Altrove e alla sua musica; proprio come una vera e propria testimonianza della sua veridicità.

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Con l’odore d’estate in macchina e un temporale nella mano

500 biancaE’ praticamente impossibile resistere al richiamo di un’immagine del genere. Specialmente nell’ultimo periodo. 500 bianca si rivela un toccasana efficace per abbattere le recinzioni del tempo; un espediente per sfrecciare fra le dolcissime e spesso dimentiche lande della memoria. Un monito, per tutti noi che, nelle distrazioni di questo 2020, troppe volte non riusciamo a vedere oltre le mura delle nostre stanze, o semplicemente al di là di uno schermo.

Altrove è uno sguardo all’insù dai cellulari e dalla melanconia. Oltre ad essere una sorta di enfant prodige e indubbiamente l’arma “segreta” – e neanche tanto – de La Clinica Dischi, la label preveggente e all’avanguardia nel campo dello scouting di talenti. La quale, a tal proposito, verrà giustamente omaggiata nel corso di tutta questa settimana sulle nostre piattaforme. A cominciare proprio dalle parole di uno dei suoi pupilli, che ne ricambia la dedizione attraverso bei encomi, a far vibrare le frequenze di Radio La Ruota.

Omaggio di Marco: i suoi brani eseguiti in acustico nel corso della nostra intervista radiofonica. Di una qualità sopraffina, come del resto lo è tutta la sua produzione artistica.
Un accorato in bocca al lupo da parte mia e di tutta la redazione.
Accendete i motori.

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Luigi Crispino

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