Tesolamente & Laoum: rotte di viaggi organizzati per menti disperate

Siamo al giro di boa.

Sciogliete i cappi al collo, mettete da parte le lamette arrugginite da barbe trascurate per sembrare eremiti nepalesi – che non siete diventati, anzi: siete tondi e pasciuti, ben lontani dalla pace dei sensi e circondati da un’aura potente d’irritabilità dovuta ad astinenze varie -, chiudete il gas e smettetela di sentirvi eroi della Resistenza per poi mascherarvi da giustizieri della Salute Pubblica ad ogni passo che, dall’appartamento affianco, sentite fare verso il tanto agognato uscio di casa all’inquilino del terzo piano: cecchinare il vicino di casa non vi renderà migliori, ma solo ancora meno liberi, ed infelici – lo dico per esperienza.

laoumEcco, siamo arrivati, dicevamo al giro di boa; manca ancora una settimana, prima di mandare all’aria tutto quello che si è faticosamente guadagnato in sessanta giorni di bollettini delle diciotto, lanciafiamme sui neo-laureati, droni cinesi, giornalai che diventano giornalisti, direttori di giornali che si dimostrano – per l’ennesima volta – giornalai, politici che operano col favore delle tenebre, tenebre che fanno favori a politici che finalmente trovano angolini bui in cui sparire per continuare a far quello che hanno sempre fatto, Tommaso Paradiso che ci regala l’ennesimo pezzo inutile che ormai anche il telefono della doccia non vuole più sentire, artisti che auto-sabotano i propri dischi per non compromettere le proprie tasche, concerti che si fanno concetti, concetti che fanno più rumore di concerti metal.

Una settimana, prima della prova del nove, o meglio, dei sessanta milioni: riuscirà il tanto ardito e ardente popolo italiano a riscoprirsi più civile, più saggio, meno italiano? Ecco, la storia sembra insegnare, ahi noi, che la storia non ha insegnato quasi mai: il Belpaese ha dimostrato  poi più volte, per aggravare tutto ciò, quanto abbiano memoria corta, i suoi figli. E allora io mi porto avanti, e preparo le vacanze estive nei tre metri quadrati di fantasia che mi rimangono a disposizione, e per l’occasione mi affido all’agenzia turistica che preferisco: la musica.

tesolamenteOggi mi sono capitate tra le mani, nei pacchetti di viaggi scovati nel fantastico mondo di Spoty, mete esotiche dal retrogusto di caffè partenopeo, una Thailandia – ah, la Thailandia! già mi sento più interessante, più saggio, più intellettuale, più risolto immaginandomi là! – da raggiungere passando per i vicoli della Sanità, dopo aver tagliato piazza del Plebiscito ed essere salito sulla cima del Big Ben: premere play, per buttarsi a capofitto tra le vie di una Bangkok che sa di mediterraneo. Il paracadute si apre, la marca è buona: “CMLVNT, un EP di fibra resistente, realizzato nei laboratori creativi di Laoum e Tesolamente.

E mentre la tracklist macina i chilometri e rabbonisce i venti del mio volo, plano volteggiando sul Pacifico e rimediando a quell’astinenza tragica da ossigeno che occludeva il respiro fino a venti minuti fa: cinque tracce che disegnano mondi contaminati, pianure infinite che si inabissano in oceani di profonda solitudine, templi orientali su cui sventola alta la bandiera dell’elettronica minimal, mentre dall’interno Laoum e Tesolamente salmodiano parole brevi, spezzate, come in un rito lontano di cui sembrano essere loro gli ultimi officianti rimasti, in monasteri deserti.

Venti minuti, in cui il senso si annulla, e i sensi si accendono.

Venti minuti.

Tanto dura il viaggio, e ritornare tra i muri umidi della mia prigione casalinga è trauma non da poco: il cappio si ristringe, e le lamette mi ricordano che hic sunt leones, e che la gabbia si sta aprendo per far uscire le belve.

Respiro.
Play.

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