Filippo D’Erasmo ci racconta le canzoni nell’epoca del precariato

Filippo D’Erasmo ci catapulta in un’epoca in cui lavorare a partita IVA ci fa spesso sentire in una condizione di precarietà; in un’epoca in cui il tempo sembra sempre poco rispetto agli impegni che abbiamo, in un’epoca in cui un messaggio inviato frettolosamente su WhatsApp sostituisce un abbraccio reale.

Poi le cose cambiano; il tempo assume una nuova connotazione, c’è qualcuno più forte di noi che ci costringe a rimanere chiusi in casa e improvvisamente ci rendiamo conto di quanto tempo sprechiamo a volte correndo dietro logiche di mercato che ci allontanano dal senso vero delle cose.

Canzoni part time è il titolo dell’EP che segna l’esordio musicale del cantautore alessandrino Filippo D’Erasmo, un cofanetto contente cinque originalissimi brani, come pacchetti da scartare uno ad uno.

Ad un primo ascolto si intuiscono subito le influenze musicali di Filippo (che poi in realtà si chiama Riccardo, ma questa è un’altra storia).

Ritroviamo suoni che ci riportano indietro nel tempo alle prime canzoni degli Zen Circus; un mondo cantautorale non per forza legato solo alla musica italiana, ma perché no, anche a quella irlandese.

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“Milano, Ilaria e la Nebbia” è la traccia che apre il lavoro di Filippo D’Erasmo

Filippo D'ErasmoFilippo D’Erasmo ci guida in un percorso tra nomi femminili che hanno ispirato la scrittura del cantautore: qui troviamo atmosfere urbane, dejavù, spazi interni ed esterni che ricordano di una lei.

Poi il ritornello ben si presta ad un messaggio corale: “Stronza, Ilaria, stronza”. Forse deve averlo fatto soffrire un bel po’.

Un altro nome di donna, poi, arriva dritto nello stomaco; “Anna”, protagonista di un sogno onirico, tra dolcezza e sensualità. Il giusto compromesso tra il mondo acustico e quello elettronico, che l’artista vuole mantenere anche nei brani successivi.

Ma Anna non è l’unico nome di donna che ispira la scrittura del cantautore, la quarta traccia si intitola infatti “Monica sulla Spiaggia di Follonica”. 

Il brano porta avanti il filone di un sound fresco ma allo stesso tempo contaminato da elementi vintage come gli intrecci di violini su un groove di batteria elettronica.

Un viaggio in treno, quello attraverso la Baviera, terra di infinite bellezze. Il sound di “Norimberga” rappresenta l’anello di congiunzione tra quello che era il vecchio mondo sonoro di Filippo D’erasmo (già frontman della band La scimmia nuda) e quello che è il suo attuale percorso da solista.

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“Zion Shaver” è il mio pezzo preferito.

CANZONI PART TIMEFilippo D’Erasmo ci parla di una storia di rivalsa sociale ispirata ad una storia vera, si tratta di un ragazzo americano a cui vengono amputate le gambe da piccolo e crescendo inizia ad allenarsi nella disciplina della lotta libera diventando un campione.

Un messaggio positivo, una bella storia.

Esordio niente male per il giovanissimo cantautore dal nome aulico. Cinque brani da ascoltare in totale relax, magari dopo una giornata intensa di lavoro. Una penna vivace che scrive per immagini e questo è proprio il punto di forza di Filippo D’Erasmo.

Canzoni part time è la fotografia dei nostri tempi, la precarietà, la voglia di non arrendersi, nonostante le difficoltà.

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Giulia Perna

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