La Preghiera di Jonah, e la preghiera di Radio La Ruota

“Volevo essere leggera, anche senza di te.”
Una preghiera, fra le liriche di Antonio Venditti, in arte Jonah. Tutta la prosa, le idee e la genesi de La Preghiera di Jonah.

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La nuova scena indie, Francesco di Bella, La Preghiera di Jonah

La Preghiera di Jonah

Ho avuto modo e piacere di intervistare Antonio Venditti, voce e Jonah della band. Ed ho constatato un’ennesima riconferma: c’è un mondo, nella testa dei cantautori, che trascende la logica, per come la intendiamo noi fruitori, a favore della pura e magnifica espressione. Quando, poi, ciò si manifesta in maniera così selvaggiamente melodiosa, come nel caso di “Come l’ultima volta” e “Respiro“, il risultato è immediatamente tangibile: le parole s’insinueranno nella vostra testa, iniziando a scuoterla seguendo un ritmo che le calza a pennello, senza andare più via.
Come fa, quindi, a essere questo l’effetto della nuova scena indipendente?

La Preghiera di Jonah è un progetto artistico ambizioso, interessantissimo, ed è soprattutto la risposta al quesito. Bastano due brani per permettergli di entrare prepotentemente nell’harem delle nuove leve dell’universo indipendente italiano. E partenopeo, come evidenziato dallo stesso Venditti, relativamente alla presenza di Francesco Di Bella in termini di contaminazione stilistica all’interno delle scelte prosaiche.
E’ qui, dunque, che si colloca La Preghiera di Jonah. In una sorta di nuova scena che trae spunto dalla “vecchia” (ma sempreverde), rimanendo comunque nell’orbita della musica indie e di tutto ciò che ne consegue.

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L’indipendenza, di forma e contenuto

La forza delle produzioni indipendenti, svincolate, sincere e senza remore, appunto, è insita in tale produzione artistica. Così, non importa neanche più il genere con cui ci si esprime, che sia maschile o femminile, quanto essenzialmente il contenuto dell’idea che viene, poi, esposta. In forme immaginifiche e trasportanti, che volteggiano cadenzate sulle orecchie degli ascoltatori, fino a disperdersi nella mente evocando immagini. E ricordando, per esempio, le intenzioni sperimentali dei primi Afterhours o degli ultimi Verdena… ma nuove, e cioè in chiave 2020.

Diverse, le curiosità trattate all’interno di questa intervista. Come tanta è la voglia di ascoltare l’atteso, primo album, anticipato da un terzo brano che sarà reso disponibile a breve.
La preghiera – di Radio La Ruota stavolta – è che l’uscita avvenga quanto prima, e che soprattutto riesca a mantenere l'”asticella” altissima, come altissima è stata la qualità realizzata sino ad ora.

“Senti qua…”

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Luigi Crispino

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