Svegliaginevra è il nuovo astro nascente della musica indipendente

Svegliaginevra: “un risveglio che avviene attraverso la musica e le parole”. E’ più un invito a se stessa che un nome d’arte, come ci ha raccontato. Senza considerare di aver implicitamente “risvegliato” anche noi dal torpore della solita musica.

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Svegliaginevra crea dipendenza

svegliaginevraE’ difficile impressionarsi, in questo nuovo decennio in cui ci stiamo affacciando. Ogni cosa sembra già vista, già detta, e i remake la fanno da padrona. In ambito musicale, poi, sono poche le eccezioni rispetto alla monotonia; ognuna delle quali, tra l’altro, ampiamente trattata (e soprattutto omaggiata) su questo sito attraverso le nostre interviste. Coloro che vivono e parlano di musica, per esempio, soprattutto critici e recensori, tendono soventi ad esaltare un’artista piuttosto che un altro, spesso ritrovandosi anche in conflitto fra di loro. Eppure, nessuno mai prima d’ora era riuscito a mettere tutti d’accordo come lei. E anche se il parere è pur sempre personale, e la penna sicuramente meno “autorevole” di altre, lo ripeto e lo sottoscrivo comunque, ove mai il titolo a caratteri cubitali non dovesse bastare: svegliaginevra è il nuovo astro nascente della musica indipendente.

E sì, crea dipendenza. Perchè dopo l’ascolto degli unici due brani disponibili fino ad ora, “Simone” e “senza di me.” vi chiederete quando sarà possibile ascoltare dell’altro, com’è successo a noi. E a tutti coloro che seguono appassionatamente la scena indipendente italiana. A tal punto da consumare il tasto “play” di riproduzione su Spotify e realizzare, nel giro di un paio di mesi, decine di migliaia di ascolti. Entrando, così, di diritto tra i nomi dei nuovi artisti della scena indie.

L’album, prodotto da La Clinica Dischi, la sua label editrice, uscirà a breve. Ce lo ha promesso. E dunque, nella febbrile attesa, vi proponiamo il racconto e i retroscena di questo meraviglioso progetto musicale.

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“E’ stato quel giorno bellissimo”

svegliaginevra… quel giorno in cui abbiamo scoperto Ginevra, decidendo di intervistarla e di risvegliarci. Talmente bello che la mia voce, in alcuni punti, come avrete modo di notare, mi tradirà, inesorabilmente. In particolar modo quando, ad occhi chiusi e chitarra in mano, ci canta i suoi brani in acustico; dal nulla, ma con la naturalezza di chi è traboccante di emozioni, è stata capace di creare un ambiente incredibilmente intimo, onirico, magico, semplicemente grazie alla sua musica. E ad una voce, la sua, dal timbro autentico, riconoscibile, deciso – come non lo è stata la mia, per esempio.

“In tanti mi chiedono chi è Simone”, dice, rispondendo alla domanda che altri migliaia di ascoltatori da tutta Italia si saranno sicuramente posti. La risposta è in una similitudine artistica: Simone sta a svegliaginevra come Emma sta a Bon Iver. Non si tratta di una persona specifica. O almeno, anche se lo fosse non è importante chi sia, quanto piuttosto ciò che rappresenta: la storia di un’amore finito, struggente e meraviglioso, forse il più bello di tutti gli amori. Tale da ispirarle uno dei brani più interessanti di questo 2020 altrimenti povero di novità rilevanti.

Il mondo, dunque, ha disperatamente bisogno di persone dalla dolcezza di Ginevra e di artisti dalla sensibilità di  svegliaginevra. Perchè “abbiamo dimenticato come si sogna”, sopraffatti dal tutto. Ma abbiamo una nuova speranza, finalmente.

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Luigi Crispino

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