Le Fasi della quarantena si affrontano ascoltando “Edèra”

Le Fasi è quella band di cui abbiamo bisogno in questo momento. Ed “Edèra” è la cura contro la noia da quarantena. Un mix travolgente di identità partenopea, influssi e contaminazioni racchiuso all’interno del progetto musicale.  

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Raccontiamo ognuna de Le Fasi

le fasiCome si fa musica? Perchè nasce una band? In che modo si realizza un sogno? Nell’intervista realizzata da Radio La Ruota, Genny Arienzo, cantante de Le Fasi, ci ha dato tutte queste risposte. Un documento, quello che ne è scaturito, di sicuro interesse per tutte quelle realtà musicali indipendenti tese ad emergere come la loro. E per chi, come noi ascoltatori (innanzitutto), si gode il frutto del lavoro prodotto.

Vi anticipiamo brevemente un po’ della loro interessantissima storia. La band si forma nel 2012, sperimentando generi e codici linguistici diversi. Suonano in svariati eventi come il “Meeting del mare” e il “Pummarock Festival“, il nome inizia a girare. Iniziano quindi ad occupare palcoscenici di un certo blasone, suscitando lo stupore di tutti; soprattutto quello della giuria del Festival di Napoli con “O Stupore do Munno“. Infatti, si tratta del brano che più di tutti ha determinato la loro svolta artistica, aggiudicandosi, tra l’altro, la piena vittoria del suddetto Festival. Fino ad arrivare al programma televisivo “Amici“; qui riescono, finalmente, a conquistarsi il bacino d’utenza che avrebbero meritato, e che tutti gli addetti ai lavori attendevano con ansia fino a quel momento. E conoscono e s’innamorano di un certo Fabrizio Moro. Troppe le cose in comune per cui l’amore non avrebbe dovuto essere comprensibilmente corrisposto. Dunque, Moro inizia ad accompagnare la band mano per la mano in tutta Italia.

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Il rock partenopeo alla conquista dello stivale

le fasiRio, Clementino, Foja, Almamegretta ed Arisa. Questi, alcuni fra gli artisti più importanti con cui Le Fasi condividerà da lì in poi il palco. Assaggiando persino Sanremo, quel tanto che basta per averne una voglia incredibile. E’ impossibile non notarli, non lasciarsi trasportare dalla loro energia, non farsi coinvolgere dalle loro sonorità. Il successo arriva, ed ha un sapore assolutamente meritato.

La nobile e romantica intenzione di adottare il dialetto napoletano nelle loro canzoni (una novità rispetto al loro consueto “italiano”), poi, si rivelerà l’ennesima chiave di svolta. Ora la produzione artistica, già di per sè validissima, è ulteriormente farcita da quell’identità che mancava; e quindi si riparte, stavolta dalle radici, per arrivare a toccare influenze che spaziano dagli Editors a Ghemon. E il tanto agognato “Edèra“, un album pazzesco, prende vita. In un momento storico non dei migliori, in cui la quarantena ci tiene tutti giustamente chiusi in casa.

A tal proposito, quindi, abbiamo deciso di voler entrare direttamente all’interno delle vostre case, pur di farvelo ascoltare. E farvi conoscere una band imperdibile, grazie alle parole di una bellissima persona come Genny Arienzo.

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Luigi Crispino
La Redazione

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